Calendario d'avvento 2023

09 dicembre 2023

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lettera del 1974 di Serafino a Aurelio
chi desidera vedere l'originale, è pregato di contattare Candida.

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IL NATALE DI SERAFINO (trascrizione)
Serafino Matasci, 1888-1978

Io mi chiamo Matasci Serafino, sarto, nato il 12 ottobre 1888 a Sonogno, il secondo genito di tre fratelli e due sorelle, con la triste sorte di essere orfano di padre a cinque anni e di madre a 14 anni. Eravamo la famiglia più povera di Sonogno due vacche tre galline un vitello mezzo morto di fame. Mio padre mori il 7 aprile 1895. Da allora la mia povera mamma ha dovuto sgobbare come una matta per tirare avanti.

[...] Mi ricordo le feste di Natale nel 1895 proprio il giorno di Natale non avevamo ne latte, ne uova ne vino solo un po' di farina di polenta che la mia povera mamma ha messo lì il paiolo in terra in mezzo alla casa la polenta non era cotta e non si poteva rovesciare come si fa sempre dal paiolo e metterla nella cosi detta basla e poi tagliarla a fette con il filo come era di moda può immaginare in cinque intorno a questo paiolo a rubarcela fuori un l'altro non c'era proprio altro. Proprio in quell'istante viene dentro dalla porta di casa la Natala, la chiamavano così, era la moglie di Matasci Natale quella non aveva figli ne nessuno viene dentro con una scodella di legno detto bözz di latte agro, dice con mia Madre ”To Pacifica" la mia madre si chiamava Pacifica “a te porto un po de lecc agher per i tosoi” naturalmente noi cinque poveri affamati proprio parlando chiaro “scané dar fam“ ci siamo saltati adosso come lupi affamati a divorare tutto buono o no.

[...] Un Matasci Giovanni detto Giovanin figlio del fu Candido mio zio stava lassù vicino alla chiesa di Gordola e aveva fatto una bella casa che poi è stata demolita per fare il ricovero. Mio zio Candido ha fatto tutto il possibile quando morì mia madre che era sua sorella per metterci a posto "una sorella Rosalia a fare la serva a Rivapiana da una famiglia di contadini, mio fratello Battista da Pelucca Maurizio a Gordola, mio fratello Angelo in Collegio Artigiani Martinetti Torino, mia sorella la minore di tutti aveva allora due anni in una famiglia Italiana a Viggiù e io nel Collegio Pontificio di Ascona nella cosidetta Colonia Agricola", di modo che siamo arrivati per non conoscerci più...