02 dicembre 2023


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Giusepe Mondada scriveva "Negli anni 1926-1930 insegnavo a Brione Verzasca, ove era viva una particolare usanza
natalizia. La sera i ragazzi si riunivano a gruppetti attorno al camino di qualcuno di loro, mentre le campane
suonavano l'allegria. Lì al calduccio, cantavano l'ingenua nenia. Una ragazza faceva la parte della Vergine,
un ragazzo quella di San Giuseppe. Il resto era cantato dagli altri compagni. L'ultima strofa da tutti i
presenti in cucina, grandi e piccoli." Da: "Il canzoniere della mea d'ora" a cura di Ilario Garbani-Gargantini |
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